Chi Sono

Utente: Ullikummi
Nome: Domenico D'Amico

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Co-blogger



Franco Cilli




Il nostro romanzo





Cerca in questo blog


Commenti Recenti

oniat in Il sonno di Brunetta...
malegria10 in Il sonno di Brunetta...
utente anonimo in Leibniz, Ghedini e l...
modooculi in La croce della disco...
oniat in Una immodesta propos...
utente anonimo in Una immodesta propos...
Ullikummi in Musica e ingozzo al ...
utente anonimo in Musica e ingozzo al ...
malegria10 in Musica e ingozzo al ...
laMiracolata in Invito tutti i blogg...

Categorie

5 per mille
8 per mille
aaa - immagini per i post
aaaa - il romanzo
abruzzo
ambiente
amenitĂ 
america latina
anticlericalismo
appello
arte
articoli in castigliano
articoli in inglese
auguri
ayn rand
berlusconi
brutte storie
camorra
capitalismo
catastrofismo
censura
chiesa cattolica
cinema
cinema coreano
cinema thailandese
civiltĂ 
comics
complottismo
comunicazione
corruzione
cultura
democrazia
desistenza teraputica
di pietro
dimissioni
disegni
disegni-disegni
disinformazione
droghe
ecologia
economia
elezioni
eluana
facebook
fake cover fatte da me
femminicidio
fondamentali
fotografia
g8
genova
giochi
golpe
guerra
hoax
immagini
immigrazione
imperialismo
impresa italiana
influenza a/h1n1
informazione
iniziative
internazionale
internet
invettive
invettivepesanti
lavoro
lega nord
legalitĂ 
letteratura
lettere
libero mercato
libri
licio
mafia
maiale
manifestazione
medicina
medio oriente
memoria
moltitudini
musica
nucleare
onaosi
osteria spinoza
p2
palestina
papi
partito democratico
passaparola
pensieri in libertĂ 
pescara
politica
presentazione del blog
previsioni politiche
propaganda
propaganda elettorale
provocazione
pseudoscienze
psichiatria e antipsichiatria
psicoanalisi
pubblicitĂ 
razzismo
reddito di cittadinanza
referendum
regime
religione
ricerca
richiesta dimissioni
riflessioni
rossana rossanda
sabotaggio
sanitĂ 
satira
scienza
sciopero
scuola
sinistra
societĂ 
sociologia
sottoscrizioni
sottotitoli
sovranitĂ  alimentare
stati uniti
storia
strocchi
televisione
terapie alternative
terremoto
testamento biologico
traduzioni
universitĂ 
usa
varia
wallpaper fatti da me

Link

1manifesto
AgorĂ  di Cloro
Bad Science
BibliOdyssey
Blog di Maria Rita Dorsogna
Borborigmi di un fisico renitente
Brain Mind & Life
Carlo Ciufelli
Carlo Gambescia
Carmilla
ComeDonChisciotte
Critiques of Libertarianism
Dispatches from the Culture Wars
Expelled Exposed
Francesco Ferrari
Gennaro Carotenuto
Gianni MinĂ 
Happy Jihad's House of Pancakes
Il Blog di Beppe Grillo
Il Vaso di Pandora
Informazione senza filtro
Io Non Sto con Oriana
James Randi
Kelebek
Kelebek (blog)
LIBERAMENTE
Maurizio Acerbo
Micromega
Nazione Indiana
No God
No Grazie Pago Io
Norman G. Finkelstein
Odio Studio Aperto
PZ Myers
Quackwatch
RationalWiki
Respectful Insolence
Rootless Cosmopolitan
Skeptical Inquirer
Skeptico
Splendid Elles
The Panda's Thumb
The Quackometer
Third World Traveler
UAAR
Voglio Scendere

Archivio

oggi
novembre 2009
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008

Una Citazione

Con sottile ironia nobilitiamo Dio con l'appellativo di Padre, pur sapendo bene che un padre come lui lo impiccheremmo, se riuscissimo a catturarlo.

Mark Twain, Lettere dalla Terra

il Motto

OMNES UNA MANET NOX

Orazio (Carmina, libro 1-XXVIII-15)

Visite





Add to Technorati Favorites

Googlerank, pagerank di Google









Otto per mille sul sito UAAR





passaparola

Just Foreign Policy Iraqi Death Estimator

Get WidgetThe Body CountJenny McCarthy Body Count



BlogNews

doppiocieco
postato da Ullikummi alle ore 19:12 sabato, 21 novembre 2009

(via theFACTblog)


Vi viene voglia di mollare tutto? Nonostante gli occhiali viola vedete tutto nero? Il futuro vi appare come una mietitrebbia che cerca di infilarvisi tra le chiappe?
Tiratevi su.
E andate avanti.




Onwards from AKQA on Vimeo.

permalink | Leggi i commenti commenti
Categorie del post: arte Commenti (pop-up) commenti


postato da oniat alle ore 14:30 sabato, 21 novembre 2009

Perché buona parte degli statali e dei lavoratori in genere non hanno voglia di lavorare e si assentano spesso e volentieri? Fannulloni a parte, cioè quella minoranza di figli di puttana che si assenterebbe comunque senza se e senza ma, poiché non nutrono alcuno scrupolo per le conseguenze delle loro assenze e  per i disservizi che queste causano, oltreché per il maggiore aggravio di lavoro per chi a lavorare ci va, la gente si assenta perché non ne può più. Semplice. Non ne può più di un lavoro demotivante, noioso, malpagato, fatto in ambienti squallidi, dove dominano logiche clientelari e non certo di merito, soprusi e malversazioni varie.
La gente è capace di lavorare anche 25 ore al giorno se si tratta di vero lavoro, cioè quella rara coincidenza di interesse personale, sfida, gratificazione, utilità collettiva.
Se invece è costretta a fare un lavoro di merda, faticoso e ripetitivo, senza motivazioni, aldilà di quelle che derivano dalla pura necessità della propria riproduzione, la gente "lavora" il meno possibile, perché il suo non è lavoro, ma  vero e proprio travaglio, e costa molto di più di quanto non renda.
Prendo ad esempio la mia esperienza personale. Sono un medico. La classe medica è invechiata terrribilmente negli ultimi due decenni, nel mio reparto la media di età è di oltre cinquant'anni. Quando ho cominciato a lavorare c'erano molti giovani medici, oggi i pochi che si vedono sono i precari a contratto.
In Italia in campo medico ti capita di fare per trent'anni fai lo stesso lavoro, senza avanzamenti di carriera né riconoscimenti di alcun genere, fingendo di aggiornarti a congressi pagati dalle case farmaceutiche dove vai solo per fare una vacanza che ti tenga fuori dal lavoro per un po'. Per fare un minimo di carriera devi sgomitare, tirare colpi bassi, salire sul "carro giusto", raccomandarti ai politici. Tutto questo magari per ottenere un incarico professionale o di "struttura semplice", che ti dia l'idea di aver scalato almeno un gradino della gerarchia medica e di aver fatto un passetto in avanti. Chi è bravo, ma non ha doti, diciamo così di tipo "relazionale", rimane dov'è, magari succube di un primario dispotico, continuando a fare guardie e reperibilità notturne e festive anche  a sessant'anni.
In altri paesi funziona diversamente. A cinquant'anni se hai fatto un buon lavoro hai una tua equipe, della quale sei responsabile e dove la trasmissione dei saperi inizia dai più anziani ed esperti fino ai più giovani ed inesperti, che sono motivati a fare sempre meglio per progredire nella scala gerarchica. Il  ricambio è fisiologico e corrispondente alle aspettative personali e ogni ruolo si inquadra in una logica di  funzionalità ed efficienza del servizio. Questo vuol dire parimenti, gratificazioni commisurate alla posizione raggiunta, maggiore incentivazione al fare, minori frustrazioni. Tutto ciò senza dover passare sotto le forche caudine del potente di turno o fimare cambiali al politico in sella in quel momento.
Come può un medico o un infermiere che si sente meritevole, ma senza speranza, costretto a lavorare in ambienti insalubri, non ammalarsi frequentemente?
La situazione della sanità riflette la situazione generale del mondo lavorativo sia pubblico che privato, ed è da questa che bisogna partire. Pensare di risolvere questi problemi con proclami moralistici o con la frusta non serve a nulla, se non ad aumentare la frustrazione, la rabbia e l'inefficienza di chi lavora.

permalink | Leggi i commenti commenti (2)
Categorie del post: immagini, politica, lavoro, societĂ , sanitĂ  Commenti (pop-up) commenti (2)


postato da oniat alle ore 22:04 venerdì, 20 novembre 2009

I viola del NBD sono in una qualche misura degli estremisti del moderatismo legalitario. Questo mi può anche andar bene. Sono come si dice oggi post-ideologici, figli di un sapere discorsivo che non ha padri fondatori, né visioni del mondo particolari, come quelle  che hanno rappresentato il luogo di incontro del romanticismo e del positivismo novecentesco. Per i viola il conflitto è rivendicazione di legalità, saltando a piè pari il fatto che la legalità stessa è figlia del conflitto. Non sanno nemmeno cos'è l'ontologia delle moltitudini, alla quale preferiscono un pragmatismo che mescola l'idea del bene comune col comune buonsenso. Negri teme che questo tipo di pensiero possa commutarsi in giustificazione della guerra come estremizzazione della logica del  bene comune stesso e del contrattualismo rawlsiano. L'ontologia di contro è affermazione della libertà delle moltitudini, un logos che si pone come missione la fine dell'oppressione e del conflitto stesso. Altra cosa rispetto ai semplicioni viola, ma forse meno efficace, perché rifiuta il pensiero continentale, la logica e il pragmatismo. Facendo ciò, rifiuta l'agire di quelle soggettività ritenute troppo neutrali rispetto al conflitto  fra l'impero e le motitudini,  perché li considera gli attori di cui il capitale si servirebbe per riprodurre se stesso e la sua eterna dialettica. 
Io non sono troppo sofisticato. Voglio che Berlusconi e tutto quello che rappresenta scompaia per sempre da questo paese. Non credo che le moltitudini si lamenteranno per questo.

permalink | Leggi i commenti commenti
Categorie del post: politica, berlusconi, pensieri in libertĂ , moltitudini Commenti (pop-up) commenti


postato da oniat alle ore 20:00 giovedì, 19 novembre 2009


di Daniele Martinelli (da note di
INFORMARE PER RESISTERE Facebook)

 La notizia della “scomunica ai mafiosi” pronunciata da 
monsignor Mariano Crocetta, segretario generale della Cei, non ha suscitato clamore. Se in una normale democrazia una raccomandazione pubblica di questo tipo rivolterebbe i morti, mentre  scontata dovrebbe essere la notizia per una religione che professa amore e carità, non lo è per il cristianesimo cattolico e la storia della Chiesa, rimasta per anni scandalosamente silenziosa sulla mafia. Soprattutto la chiesa operante in Sicilia. Anzi, la chiesa utilizza per fini politici e sensazionalistici questo argomento cavalcandolo di tanto in tanto. Lo fa da almeno vent’anni.
Passino le condizioni storiche dell’isola, passino le radici culturali dei siciliani, passino gli scontri del secondo dopoguerra di carattere politico-ideologico tra cattolici e comunisti. Tutto ciò non basta a giustificare la latitanza da parte di chi come il prete cattolico professa una fede. Se la chiesa avesse agito contro la mafia, senza esserne complice, non avrebbe confidato in uno squallido personaggio come Giulio Andreotti la sua missione squisitamente politica.
La Chiesa siciliana omertosa come quella romana ha tuttavia offerto persone straordinarie come il cardinale Salvatore Pappalardo e don Pino Puglisi. La morte di quest’ultimo per mano mafiosa ha indotto Giovanni Paolo II a recarsi in visita proprio in Sicilia. L’isola da cui provengono i miliardi nascosti e riciclati attraverso lo Ior, la ricchissima banca vaticana che ai correntisti mafiosi può dire soltanto grazie. E i mafiosi possono contraccambiare con una stretta di mano in segno di pace, omertà e morte.
A proposito: in tempi in cui si dà la caccia ai paradisi fiscali non ho ancora sentito un solo politico prendere posizione sul silenzio mafioso del paradiso Vaticano. Tanto sacro quanto da scomunica.

permalink | Leggi i commenti commenti
Categorie del post: politica, mafia, religione, corruzione, legalitĂ  Commenti (pop-up) commenti


postato da Ullikummi alle ore 11:54 giovedì, 19 novembre 2009

by Hanna Rosin (from The Atlantic)


America’s mainstream religious denominations used to teach the faithful that they would be rewarded in the afterlife. But over the past generation, a different strain of Christian faith has proliferated—one that promises to make believers rich in the here and now. Known as the prosperity gospel, and claiming tens of millions of adherents, it fosters risk-taking and intense material optimism. It pumped air into the housing bubble. And one year into the worst downturn since the Depression, it’s still going strong.


Like the ambitions of many immigrants who attend services there, Casa del Padre’s success can be measured by upgrades in real estate. The mostly Latino church, in Charlottesville, Virginia, has moved from the pastor’s basement, where it was founded in 2001, to a rented warehouse across the street from a small mercado five years later, to a middle-class suburban street last year, where the pastor now rents space from a lovely old Baptist church that can’t otherwise fill its pews. Every Sunday, the parishioners drive slowly into the parking lot, never parking on the sidewalk or grass—“because Americanos don’t do that,” one told me—and file quietly into church. Some drive newly leased SUVs, others old work trucks with paint buckets still in the bed. The pastor, Fernando Garay, arrives last and parks in front, his dark-blue Mercedes Benz always freshly washed, the hubcaps polished enough to reflect his wingtips.

It can be hard to get used to how much Garay talks about money in church, one loyal parishioner, Billy Gonzales, told me one recent Sunday on the steps out front. Back in Mexico, Gonzales’s pastor talked only about “Jesus and heaven and being good.” But Garay talks about jobs and houses and making good money, which eventually came to make sense to Gonzales: money is “really important,” and besides, “we love the money in Jesus Christ’s name! Jesus loved money too!” That Sunday, Garay was preaching a variation on his usual theme, about how prosperity and abundance unerringly find true believers. “It doesn’t matter what country you’re from, what degree you have, or what money you have in the bank,” Garay said. “You don’t have to say, ‘God, bless my business. Bless my bank account.’ The blessings will come! The blessings are looking for you! God will take care of you. God will not let you be without a house!”

permalink | Leggi i commenti commenti
Categorie del post: economia, religione, capitalismo, libero mercato, articoli in inglese Commenti (pop-up) commenti


postato da Ullikummi alle ore 01:57 giovedì, 19 novembre 2009

permalink | Leggi i commenti commenti
Categorie del post: immagini, giochi Commenti (pop-up) commenti